Frattura dell'omero

Epidemiologia: Rappresenta il 5% di tutte le fratture, il 45% delle fratture della spalla. E' quindi una patologia comune, soprattutto negli individui di età medio-avanzata, di sesso femminile, soprattutto se affette da osteoporosi.

Patogenesi: La causa della frattura è un trauma d'intensità variabile, normalmente dovuto ad una caduta accidentale

Sintomi Clinici: Dolore sulla sede della frattura e motilità preternaturale del braccio, con incapacità a controllarne il movimento.

Esami Diagnostici utili:

Radiografia: valuta le componenti ossee della spalla e deve essere eseguita in più proiezioni, che vengono richieste dall'Ortopedico in base al dubbio diagnostico. In questo caso si possono evidenziare le caratteristiche anatomiche e il grado di scomposizione della frattura.

Risonanza Magnetica: valuta in modo panoramico tutta l'articolazione. Va richiesta dall'Ortopedico con un quesito diagnostico dettagliato in modo che il Radiologo possa eseguire uno studio accurato. In questo caso si possono evidenziare precocemente le lesioni tendinee eventualmente associate alla frattura o complicanze come la necrosi della testa omerale

TAC: valuta in modo approfondito le componenti ossee della spalla e consente l'esecuzione di ricostruzioni tridimensionali. Va richiesta dall'Ortopedico con un quesito diagnostico dettagliato in modo che il Radiologo possa eseguire uno studio accurato. In questo caso si possono evidenziare in modo approfondito le caratteristiche anatomiche e il grado di scomposizione della frattura.

Valutazione clinica: E' fondamentale per decidere il tipo di trattamento e deve essere eseguita in modo ripetibile attraverso test specifici. L'Ortopedico dovrebbe usare schede di valutazione per misurare il livello iniziale di funzionalita' del Paziente e poter valutare come questo cambia durante il trattamento.

Trattamento: Varia in base al tipo ed alla sede della frattura, all'età ed alle esigenze funzionali del paziente. In linea generale deve essere valutato il numero di frammenti in cui l'omero si è rotto e il grado di scomposizione di questi. Le fratture composte a 2 frammenti hanno generalmente un trattamento conservativo che consiste nell'utilizzo di un tutore per 30 giorni. Non sempre la frattura guarisce, potendosi verificare una necrosi della testa omerale o una pseudoartrosi nel 5% circa dei casi.
La necrosi della testa omerale è causata dalla mancata vascolarizzazione della testa omerale stessa che si verifica al momento della frattura e conduce alla morte dell'osso e della cartilagine. In questi casi è necessario utilizzare una protesi per sostituire l'osso necrotico.
La pseudoartrosi si verifica quando una frattura perde le capacità di guarire. Il trattamento di questa complicanza può essere molto impegnativo e non può essere standardizzato. E' compito del Chirurgo Ortopedico valutare caso per caso quale sia l'opzione terapeutica migliore.
Nelle fratture scomposte a 2-3 frammenti di Pazienti giovani è indicata una sintesi con placca e viti.
Questo intervento consiste nel ricomporre i frammenti della frattura fissandoli nella posizione più vicina a quella anatomica. L'intervento è tecnicamente riuscito se il Chirurgo Ortopedico è riuscito a ripristinare una morfologia dell'omero simile a quella naturale. Questa è una condizione necessaria affinché il risultato finale sia buono ma non è sufficiente. Anche in questo caso si può infatti verificare una necrosi della testa omerale o una pseudoartrosi che richiedono ulteriori trattamenti chirurgici.
Nelle fratture più gravi, soprattutto nel caso di Pazienti anziani, è indicato l'impianto di una protesi. Quest'ultima può essere "anatomica" (vedi sezione artrosi concentrica) se la cuffia dei rotatori è intatta, oppure "inversa" (vedi sezione "artropatia massiva di cuffia") se alla frattura si associano gravi lesioni della cuffia dei rotatori.
Il Paziente deve comprendere prima possibile la gravità della patologia di cui è affetto ed essere consapevole che l'obiettivo del trattamento, qualunque esso sia, è diminuire il postumo determinato dalla frattura ma che è improbabile un recupero completo della funzione articolare, soprattutto nel caso in cui si renda necessario l'impianto di una protesi. I risultati della sostituzione protesica della spalla in seguito a frattura sono infatti generalmente inferiori a quelli ottenibili con la sostituzione protesica in seguito ad artrosi.